28 marzo 2009

FESTA DEI CYBERPIRATI ALLA GARBATELLA IL 28 MARZO

Sabato 28 marzo al Teatro delle Arti alla Garbatella a Roma inizio ore 10 sino a notte inoltrata:
I pirati calano su Roma
Per dire “no” a chi vuole imbavagliare la rete!
Dopo anni d’indifferenza totale i politici italiani hanno scoperto la rete. Con la scusa di difendere il diritto d’autore e proteggere i giovani da ogni sorta di presunti pericoli (apologia di reato, terrorismo, pedofilia, diffamazione), diversi progetti di legge sono oggi allo studio per bloccare il peer-2-peer, oscurare i siti scomodi, distruggere la privacy di chi usa l’internet. Perché questa improvvisa caccia alla streghe?
Se usciamo dagli stereopiti, scopriamo invece che ogni giorno milioni di onesti cittadini condividono in rete ogni tipo di file (musica, film, videogame, software, ebook).
Sono davvero dei criminali? O stanno forse inventando un nuovo modo di far circolare la cultura e il sapere?
C’è un'intera generazione di giovani che sta abbandonando il consumo passivo dei palinsesti Tv, perchè trovano più interessante l’informazione interattiva che offrono blog, forum e social network. È di questo che i potenti hanno paura?
Se ti sta’ a cuore la liberta della rete è ora di far sentire la tua voce. È ora di dire che siamo tutti pirati!
Io ci sarò e tu?
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Festa dei pirati
Sabato 28 marzo, dalle ore 10 - Teatro delle Arti, piazza Giovanni da Triora Evento realizzato dalla rivista LOOP in collaborazione con spazio di libera auto-organizzazione Frontiere Digitali, associazione Scambio Etico, associazione di promozione sociale Partito Pirata, comunità di p2p TNT Village, LinuxClub Italia, Free Hardware Foundation, REFF (RomaeuropaFAKEFactory), Cooper editore, [A]rtis[O]pen[S]ource, LPM (Live Performers Meeting), progetto FLxER (Flash Video Mixer).
Dibattiti, presentazioni, spettacoli, corsi pratici.
Per imparare gioiosamente a costruire una rete libera.
I manifesti per le locandine da utilizzare sono in:
http://www.anonet.it/propaganda-1.pdf
http://www.anonet.it/propaganda-2.pdf
divulgate e inserite dove potete
buon lavoro
athos
Telefono:
0464434629
E-mail:
athosgualazzi@gmail.com

Sito Web: http://www.partito-pirata.it

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Sarà presente Francione, il giudice anticopyright
La sentenza anticopyright del febbraio 2001 in qualche modo ha "legalizzato" Napster vista la diffusione universale della metodologia di scambio, tale da superare le leggi nazionali e i trattati, quasi una forma di metademocrazia diretta:
“Nel caso di specie la norma repressiva di base, la protezione penalistica - e non meramente civilistica del diritto d'autore - è desueta di fatto per l'abitudine di molte persone di tutti i ceti sociali, che, in diuturnitas, ricorrono all'acquisto di cd per strada o li scaricano da Internet. Anche grossi network come Napster si sono mossi da tempo in senso anticopyright e hanno permesso copie di massa dell'arte musicale” (testuale dalla sentenza su http://www.antiarte.it/eugius/sentenza_anticopyright1.htm )
La sentenza poi parla di "pirateria riequilibratrice", di new economy, di arte che va regalata al mondo.
“L'anticopyright fonda la libertà della rete, sia da parte degli autori svincolati dal predominio dell'arte merce a favore dell'arte diffusa, sia degli utenti che - nella Cyberteca universale dove tutti gli autori depositano - potranno liberamente accedere al sapere, all'arte e alla cultura senza pagare una lira”.
(G. Francione)

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10:00 - 12:00

LA FESTA DEI PIRATI APRE AL PUBBLICO: STRUMENTI BASE

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1) Frank Knight e Andrea Tavi
Mini corso di p2p per principianti

Scaricare oggi è facile: chi, cosa, come e perchh anche un bambino scarica senza problemi dalla rete. Questo mini corso, pensato specificatamente per giornalisti e politici ignavi, presentara' tecniche, programmi e strumenti per scaricare da Internet tutto e subito. Presentera' un panorama dei migliori programmi esistenti per fare "downloading", copiare e personalizzare film, musica, immagini, libri. Un'escursione guidata nelle reti p2p, usando Emule, Torrent, che illustrera' anche come ottenere copie di backup dei propri cd e dvd. E' proprio perche' il p2p e' ormai alla portata di tutti che e' diventato un fenomeno di massa.

Franco Noh e' un rappresentante degli studenti di Comunicazione alla Sapienza di Roma. Crede che la diffusione della cultura libera si possa attuare tramite iniziative di condivisione e cooperazione sul modello dell'open source e del free software. Appassionato di reti, new media e tecnologia, coordina il progetto www.worldofcom.tk

Andrea Tavi studia alla Facolta di Scienze della Comunicazione. E' un sistemista appassionato di informatica e sistemi operativi liberi.


2) Francesco Tupone (Linux Club Italia)
Nodi fisici nella rete

Spazi da costruire in difesa delle liberta digitali. La necessit` di nuovi luoghi d'aggregazione dedicati alla produzione, promozione e diffusione della cultura libera, raccontata attraverso l'esperienza del Linux Club di Roma, e in particolare dello spazio di sperimentazione, autoproduzione e autopromozione del software libero di via Libetta (oggi chiuso), visto come "Nodo fisico di interscambio materiale e culturale dei flussi di informazione e di relazioni della rete".

Francesco Tupone è un ingegnere elettronico, socio fondatore e consigliere dell'Associazione Linux Club Italia (di cui è stato presidente nei primi tre anni di vita), membro fondatore e vice presidente della Free Hardware Foundation, dirigente servizi informativi ATER Roma.

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12:00 - 15:45

PIRATI O PIONIERI? LE COMUNITA' DEL P2P IN ITALIA E NEL MONDO

Introduce:
Luciano Umarino - LOOP

Modera:
Athos Gualazzi - presidente Associazione Partito Pirata

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2) Luigi Di Liberto (Scambio Etico)
La comunit` italiana p2p TNT Village

Come nasce il concetto e il movimento dello "scambio etico". Creazione, sviluppo e problemi incontrati dalla comunità p2p TNT Village nell'ottica della disobbedienza civile (quando un fenomeno di violazione delle norme legali diventa di massa, e non è un pericolo sociale, la sua criminalizzazione diventa il problema e la legalizzazione è la soluzione). Il tentativo di dialogo e di armistizio con i detentori dei diritti di sfruttamento delle opere tutelate dal copyright. Breve panoramica delle realtà p2p italiane e dell'utilità di queste comunità.

Luigi Di Liberto è il presidente dell'Associazione Scambio Etico e l'amministratore del dominio tntvillage.org, sul quale si aggrega la piu' vasta comunita' p2p italiana. Piemontese, cinquantasettenne, ha iniziato la sua militanza sui temi delle libertà civili con il Movimento Radicale nel 1985, è stato candidato alla Camera dei Deputati per la Lista Pannella nel 1992, membro del consiglio generale del Co.R.A. (Coordinamento Radicale Antiproibizionista), presidente dell'Associazione Consumatori Cannibis e vice presidente della Fondazione per la pace alle droghe di Amsterdam. Si è fatto promotore del movimento Scambio Etico nel 2004, dopo aver notato una consonanza fra la criminalizzazione del file sharing e la battaglia anti-proibizionista sulle droghe leggere.


3) Silvestro "Pino" Di Pietro (TNT Village) [*Pino arriva Termini alle 11:30*]
I motivi per cui la gente si "sbatte" per condividere in rete

Bello scaricarsi un film o una discografia. Ma chi è che mette "su" la roba? Perche' lo fa? Che ci guadagna? Queste sono le domanda che si pone chi si accosta per la prima volta al mondo del p2p, mulo o torrent che sia. Questo intervento cerchera' di fornire risposte a questi importanti quanto semplici interrogativi, svelando i meccanismi di dinamica sociale che alimentano il motore del file sharing.

Silvestro Di Pietro è un software engineer che viene dal mondo della ricerca scientifica. Come autore dell'architettura tecnica di tntvillage.org ha potuto far leva su un'esperienza pluridecennale nella gestione di virtual communities.


4) Luca Neri
Un vascello corsaro fatto di carta stampata

Partendo da studi tecnici, dati statistici, documenti storici, storie e personaggi incontrati durante la stesura del libro "La baia dei pirati, Assalto al copyright" (Cooper), Luca Neri raccontera' il dilagare della violazione del diritto d'autore a livello mondiale, perche' il concetto di proprieta' intellettuale sia ben diverso da quello di proprieta' fisica, e come la Svezia sia diventata l'epicentro di una rivolta generazionale che ha messo la critica del copyright al centro dell'azione politica. Di fronte alle reazioni feroci che tutto questo sta scatenando, Neri provera' inoltre a spiegare perche' sia necessario un riallineamento di prospettiva altrettanto radicale, non per salvare il p2p (che sopravvivera' comunque in ogni caso), ma per imparare davvero quello che ci puo' insegnare.

Luca Neri è un consulente informatico e giornalista free lance che vive a New York. Come cottimista della scrittura ha avuto modo di collaborare con ogni tipo di testate (Conde Nast, Il Manifesto, L'Espresso), ha lavorato con Olivieri Toscani al lancio di Colors, è stato corrispondente per Radio Popolare. Segue il mondo del digitale e la scena hacker americana dagli albori di internet, è stato coinvolto in due progetti di start-up online, è il titolare di ULTRASTUDIO.


5) Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi [*FPM deve partire alle 15:30*]
Pirati a Bergamo

Lo scorso agosto un provvedimento di "sequestro", emesso dal GIP di Bergamo, ha costretto i provider a oscurare thepiratebay.org, impedendo agli utenti italiani l'accesso al sito. Il Tribunale del riesame, il 24 di settembre, ha annullato il provvedimento. Al di l` della vicenda processuale (su cui comunque si soffermeranno) i due avvocati italiani che si sono fatti carico della difesa del sito svedese cercheranno di spiegare perchi provvedimenti del genere, anche se inutili perchi facilmente aggirabili, costituiscano dei pericolosi precedenti, diventati per di piy fonte di ispirazione per molte successive proposte legislative.

Giovanni Battista Gallus è un avvocato che si occupa da piy di un decennio di diritto dell'informatica e della telematica. E' vicepresidente del Circolo dei Giuristi Telematici, la piy antica associazione del settore. Ha da tempo posto al centro del proprio impegno la difesa delle libert` digitali.

Francesco Paolo Micozzi, avvocato penalista, cura il diritto dell'informatica e delle nuove tecnologie. Autore di pubblicazioni per riviste specialistiche, è stato relatore in numerosi convegni in Italia nell'ambito del diritto dell'informatica, della privacy e della computer forensics. E' componente del Consiglio direttivo del Circolo dei Giuristi Telematici, e del Comitato esecutivo dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. Ha recentemente pubblicato, insieme ai colleghi Marco Cuniberti e Giovanni Battista Gallus, il libro "I nuovi reati informatici" (Giappichelli).


6) Magnus Eriksson e Johan Allgoth (Piratbyran - The Pirate Bay)
rOMG [in inglese]

rOMG e' il punto di partenza di una conversazione. Magnus Eriksson (monki) e Johan Allgoth (kringell), cofondatori di Piratbyran (Bureau della pirateria) e The Pirate Bay, Condurranno un "net-in", durante il quale cercheranno di capire che cosa ha reso i loro progetti un successo e come sono riusciti a comunicare ad un pubblico piu' vasto le tematiche delle reti aperte, della liberta' di parola e dell'amore per i dati. I partecipanti avranno l'opportunita' di esplorare quali percorsi e quali nodi sono importanti oggi, per aiutare la rete a svilupparsi ulteriormente attraverso i grandi spazi sconosciuti, rimanendo aperta e meravigliosa. Gli orgamenti trattati da Magnus e Johan includeranno (ma non saranno limitati a) "kopimi", magnetismo, diffusione dei segnali, hacking legale/mediatico/sociale, strategie e tattiche di rete. Sperano di ricevere delle buone domande, invece di fare delle cattive dichiarazioni.

Magnus e Johan vi invitano a cominciare a comunicare con loro su #rOMG di FreeQuest o su http://identi.ca/group/romg
Sono anche su Twitter. Potete seguire i loro pensieri su http://prezi.com/19950/view/#2

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15:45 - 20:00

IGNORANTI O DIABOLICI? I POLITICI ALL'ASSALTO DELLE RETI

Introduce:
Gianluca Peciola - Provincia di Roma

Modera:
Arturo Di Corinto - presidente Free Hardware Foundation

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7) Guido Scorza
Censura d'autore.

Il diritto d'autore e tutta la disciplina sulla propriet` intellettuale hanno per obiettivo la promozione della creativit` e del patrimonio culturale. Si fondano sul principio dello scambio di utilit` tra creatore e collettivit`: il primo pone a disposizione della seconda il risultato del proprio sforzo creativo, la seconda lo remunera per incentivarlo a continuare a creare. Negli ultimi anni, tuttavia, si sta assistendo ad una distorsione di tale impostazione: la propriet` intellettuale viene usata come freno dei processi creativi senza alcun vantaggio effettivo per lo collettivit`. A cir si aggiunga che, sempre piy di frequente, i diritti di privativa intellettuale vengono utilizzati per limitare l'esercizio del diritto di cronaca e di libera espressione del pensiero. Internet è probabilmente il primo media democratico della storia dell'uomo e una fucina inesauribile di creativit`: non si pur lasciare che venga ucciso nel nome del diritto d'autore!

Guido Scorza è un avvocato, docente di Diritto delle nuove tecnologie presso le universit` di Roma e Bologna, presidente dell'Istituto per le politiche dell'innovazione, blogger.


8) Marco Scialdone
Moderatamente estremisti: politica, internet e pirateria

Se fosse possibile sintetizzare in una sola parola le vicende del diritto d'autore degli ultimi 15 anni, quella parola sarebbe sicuramente eccesso. Occorre fermare questi eccessi. Purtroppo la politica sembra andare nella direzione opposta: tutte le recenti iniziative legislative mostrano un'aggressivit` e un estremismo senza precedenti pur provenendo da ambienti che tradizionalmente si definiscono "moderati". Dobbiamo, allora, confidare negli "estremisti" per avere proposte equilibrate sul futuro della rete?

Marco Scialdone è un avvocato, docente di Digital Copyright presso la Link Campus - University of Malta e di Diritto dell'informatica e delle comunicazioni presso l'Universit` di Perugia. E' stato membro della Commissione di studio su diritto d'autore e nuove tecnologie nominata nell'ambito del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore.


9) Carlo Blengino
La sconfitta dei pirati veri: il caso Peppermint e le sue conseguenze.

Nel maggio 2007 una raccomandata inviata a migliaia di italiani a nome di una piccola casa discografica tedesca minacciava denuncie penali e sanzioni civili accusando i destinatari di aver scaricato e/o condiviso brani tutelati. Il prezzo dell impunit` era fissato nel versamento immediato e volontario di 330 euro. Identica operazione venne contestualmente tentata in Francia, Spagna e Germania. Il tentativo falll in tutta Europa, ma l attacco era solo un test per calibrare ed alzare il tiro su ISP e fornitori di connettivit`. La guerra vera doveva ancora incominciare.

Carlo Blengino è un avvocato torinese, specializzato nel diritto penale dell economia, ed in particolare in materia di propriet` intellettuale e nei profili criminali legati all informatica e alle nuove tecnologie. Si è occupato di diritto d autore sin dai primi anni novanta, affrontando questioni che vanno dal noleggio dei cd (come difensore dell Associazione Nazionale Audio-Noleggiatori) fino alle battaglie sulla condivisione in rete (caso Peppermint). E membro della commissione informatica del Consiglio dell Ordine di Torino, scrive per riviste specializzate online e non, è coautore di volumi come "Copyright digitale" (Giappichelli) e Il diritto dei marchi d impresa (UTET) 2009, collabora con il NEXA, Center for Internet and Society, del Politecnico di Torino.


10) Alessandro Bottoni
Oltre Internet: reti segrete e reti invisibili

Le aziende del recording ed il mondo politico si illudono di poter arginare il fenomeno della pirateria sorvegliando e filtrando il traffico Internet. Ma non è piy Internet lo strumento usato dai pirati: ora ci sono le darknet e le reti wireless. Queste tecnologie, sviluppate da onesti cittadini costretti a sfuggire ad uno Stato irrispettoso dei loro diritti, sono un grande regalo per la criminalit` organizzata.

Alessandro Bottoni è un consulente informatico. Insieme ad Athos Gualazzi e ad altri amici è stato uno dei fondatori del Partito Pirata italiano, di cui è attualmente il segretario. Scrive di Internet, di P2P e di Linux da diversi anni per le principali riviste del settore, sia su carta che sul web.


11) Paolo Brini
Telecoms Package: le direttive europee mettono a rischio internet

Il cosidetto Pacchetto Telecom, attualmente allo studio della Comunita Europea, influenzer` profondamente e per molti anni a venire le leggi su internet di tutti i paesi del continente. Al suo interno sono stati inseriti articoli pericolosi, che autorizzano la discriminazione sui contenuti e sul traffico, favoriscono gli interessi delle major e delle grandi societ` di telecomunicazioni, mettendo a rischio il futoro del WWW, del p2p, del VoIP, dell'online gaming e delle nuove applicazioni sperimentali, aprendo la prospettiva di una frammentazione della rete in sottoreti semi-isolate. Tutto questo è una minaccia gravissima alle fondamenta di neutralit` che hanno caratterizzato internet fin dalla nascita e che l'hanno resa il principale strumento di innovazione scientifica, di crescita economica e di accesso rapido ed efficace a informazioni, arte e cultura.

Paolo Brini si occupa con grande passione della difesa dei diritti digitali dagli anni '90, quando in occasione dell'"Italian crackdown" si rese conto che con la scusa della lotta alla pirateria si mirava in realt` a limitare la libert` d'espressione. E' stato uno dei sysop (amministratori e gestori) delle BBS della rete FidoNet. Dalla fine degli anni 90 ha lavorato alla diffusione di software Open Source, passando quindi ad occuparsi dei problemi legati alla privacy in rete, e poi del copyright, dei brevetti e delle licenze globali, in collaborazione con l'Electronic Frontier Foundation. Nel 2008 ha focalizzato la sua attenzione sul Telecoms Package e l'Anti Counterfeiting Trade Agreement, assumendo nel 2009 il ruolo di portavoce dell'Associazione Scambio Etico, con l'incarico specifico di organizzare le campagne di sensibilizzazione in Italia sul Telecoms Package.


12) Erik Josefsson
The Patent Bay: The Pirate Bay peers vs. the DRM Patentees [in inglese]

Il progetto The Patent Bay (la Baia dei brevetti) tratta del sito svedese The Pirate Bay, ma anche dello spettacolare processo recentemente intentantato contro i suoi gestori e della questione piu' ampia del ruolo della proprieta' intellettuale in un mondo cablato, dimostrando che la posta in gioco non e' solo il controllo dei contenuti ma anche il controllo dell'innovazione.

Erik Josefsson ha lavorato con FFII nei primi anni 2000 nella lobby al Parlamento Europeo contro i brevetti sul software, diventando l'artefice insieme a Marco Pierani di una vittoria i cui benefici ci portiamo dietro ancora oggi. E' poi passato all'Electronic Frontier Foundation, come coordinatore per gli affari europei, ruolo dal quale si è dimesso a fine 2008 per candidarsi al Parlamento Europeo con il Vansterpartiet svedese. Nel 2009 ha ideato e armonizzato la coalizione europea sul Telecoms Package, creando una piattaforma operativa multinazionale di grande impatto. Ha inoltre giocato un ruolo chiave nel sensibilizzare gli europarlamentari sul problema della segretezza dei documenti ACTA, cosa che di recente ha portato all'approvazione di una richiesta ufficiale che impone alla Commissione il rilascio dei documenti segreti a favore del Parlamento.


13) Gennaro Francione
Anticopyright

La sentenza anticopyright come base per una teoria del diritto d'autore disintegrato (mera detentio = possesso in nome dell'umanita'). Anticopyright e' affermare il primato del sapere, dell'arte della cultura sull'economia creando la cybersfera in luogo dell'attuale piramide. basta con l'arte merce! l'arte va regalata per arricchire l'umanita'! Il profitto dell'autore e' vedere diffusa la sua opera grazie ad internet. Il lucro sara' eventuale e successivo.

Gennaro Francione e' un ex magistrato, drammaturgo, regista, attore, romanziere e saggista. Nel febbraio 2001 emise la famosa "sentenza anticopyright", assolvendo per stato di necessit` (fame) quattro extracomunitari accusati di aver venduto in pubblico copie abusive di CD musicali protetti dal diritto d'utore, rilevando l'eccessivit` della sanzione penalistica di fronte dell'indigenza, soprattutto tenendo conto che la legge in materia è di fatto desueta, per l'abitudine invalsa nella popolazione mondiale di scaricare musica da internet.

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20:00 - 24:00

ARTE PIRATA: UN GRAN FINALE DI CREATIVITA' CORSARA

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- Installazioni

REFFtheater
mash-up impazziti
concerto a pedali
incredibly strange music

A cura di RomaEuropaFAKEFactory e [A]rtis[O]pen[S]ource

- Proiezioni

Steal This Film [in inglese]
documentario sulle vicende di The Pirate Bay
realizzato da The League of Noble Peers

Videovora 1 e 2, esperimenti collettivi di videoarte
alla FACTORY di Riva Ostiense e al Volturno occupato

- Live Music

Razmataz: Storie illustrate in la minore

- VJ set

A cura di FLxER abusers




ANTIARTE 2000: LA RIVOLUZIONE DELL'ESTETICA NEL CYBERSPAZIO:
http://www.antiarte.it/antiarte

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18 novembre 2008

Ricordarlo, ogni tanto, non fa male

John Perry Barlow. 1996. Davos

Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo.

Noi non abbiamo alcun governo eletto, è anche probabile che non ne avremo alcuno, così mi rivolgo a voi con una autorità non più grande di quella con cui la libertà stessa, di solito, parla. Io dichiaro che lo spazio sociale globale che stiamo costruendo è per sua natura indipendente dalla tirannia che voi volete imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non siete in possesso di alcun metodo di costrizione che noi ragionevolmente possiamo temere.

I Governi ottengono il loro potere dal consenso dei loro sudditi. Non ci avete chiesto né avete ricevuto il nostro. Noi non vi abbiamo invitati. Voi non ci conoscete e non conoscete neppure il nostro mondo. Il Cyberspazio non si trova all'interno dei vostri confini.

Non pensate che esso si possa costruire come se fosse il progetto di un edifico pubblico. Non potete. È un atto di natura e si sviluppa per mezzo delle nostre azioni collettive. Non siete stati coinvolti nelle nostre grandi e partecipate discussioni e non avete creato il valore dei nostri mercati. Voi non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, e nemmeno i codici non scritti che danno alla nostra società piu' ordine di quello che potrebbe essere ottenuto dalle vostre imposizioni.

Voi affermate che ci sono problemi fra di noi che hanno necessità di essere risolti da voi. Voi usate questa affermazione come un pretesto per invadere le nostre aree. Molti di questi problemi non esistono. Troveremo i conflitti reali e le cose che non vanno e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo costruendo il nostro Contratto Sociale.
Questo potere si svilupperà secondo le condizioni del nostro mondo, non del vostro. Il nostro mondo è differente.

Il Cyberspazio è fatto di transazioni, di relazioni, e di pensiero puro disposti come un'onda permanente nella ragnatela delle nostre comunicazioni. l nostro è un mondo che si trova contemporaneamente dappertutto e da nessuna parte, ma non è dove vivono i nostri corpi.

Stiamo creando un mondo in cui tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati sulla razza, sul potere economico, sulla forza militare o per diritto acquisito.

Stiamo creando un mondo in cui ognuno in ogni luogo possa esprimere le sue idee, senza pregiudizio riguardo al fatto che siano strane, senza paura di essere costretto al silenzio o al conformismo.

I vostri concetti di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applicano a noi. Essi si basano sulla materia. Qui non c'è materia. Le nostre identità non hanno corpo, così, diversamente da voi, non possiamo arrivare all'ordine tramite la coercizione fisica. Noi crediamo che il nostro potere emergerà dall'etica, dal nostro interesse personale illuminato, dal mercato comune. Le nostre identità possono essere distribuite attraverso molte delle vostre giurisdizioni. L'unica legge che le nostre culture costituenti riconosceranno in modo diffuso sarà la Regola d'Oro. Sulla base di essa speriamo di essere capaci di adottare soluzioni specifiche. Non possiamo però accettare le soluzioni che state cercando di imporre.

Negli USA abbiamo creato un legge, il Telecommunications Reform Act, che è in contrasto con la nostra Costituzione e reca insulto ai sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville e Brandeis. Questi sogni adesso devono rinascere in noi.

Siete terrorizzati dai vostri figli, poiché sono nati in un mondo che vi considererà sempre immigranti. Poiché li temete, affidate alle vostre burocrazie le responsabilità di genitori che siete troppo codardi per confrontare con voi stessi. Nel nostro mondo tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dalla più semplice a quella più angelica, sono parti di un tutto senza confini, il colloquio globale dei bits. Non possiamo separare l'aria che soffoca dall'aria spostata dalle ali.

In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, state cercando di tener lontano il virus della libertà erigendo posti di guardia ai confini del Cyberspazio. Questi potranno controllare il contagio per un po' di tempo, ma poi non potrà funzionare in un mondo in cui i bits si insinueranno dappertutto.

Le vostre industrie dell'informazione, diventando obsolete, cercano di perpetuarsi proponendo leggi, in America e altrove, che affermano di possedere facoltà di parola in ogni parte del mondo. Queste leggi dichiarano che le idee sono dei prodotti industriali, meno preziosi della ghisa. Nel nostro mondo, tutte le creazioni della mente umana possono essere riprodotte e distribuite infinitamente a costo zero. La convenienza globale del pensiero non ha più bisogno delle vostre industrie.

Queste misure sempre più ostili e coloniali ci mettono nella stessa posizione di quegli antichi amanti della libertà e dell'autodeterminazione che furono costretti a rifiutare l'autorità di poteri distanti e poco informati. Noi dobbiamo dichiarare le nostre coscienze virtuali immuni dalla vostra sovranità, anche se continuiamo a permettervi di governare i nostri corpi. Noi ci espanderemo attraverso il Pianeta in modo tale che nessuno potrà fermare i nostri pensieri.

Noi creeremo nel Cyberspazio una civiltà della Mente. Possa essa essere più umana e giusta di quel mondo che i vostri governi hanno costruito finora.

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28 ottobre 2008

Comitato Etero Pro Omo

Link: http://comitexo.wordpress.com/

Manifesto

Le conquiste sociali e civili partono dal basso ed è dal basso che nasce e prende forma ExO il primo Comitato Etero pro Omo.

In tempi in cui l’integralismo religioso è più diffuso e pericoloso che mai, essendo la sua risonanza incrementata dalla potenza dei media con i quali le autorità ecclesiastiche cristiane, islamiche, ebraiche e via dicendo hanno preso ormai piena confidenza e dimestichezza, cresce sempre più l’urgenza di difendere quella straordinaria concezione su cui si sono concentrati gli attacchi in particolare di papa Benedetto XVI e dei vertici del potere islamico: il relativismo, fondamento della società democratica a partire dalla sua formulazione ad opera del filosofo sofista Protagora di Abdera, il quale nel V secolo a.C. sentenziò: “L’uomo è misura di tutte le cose”.

Il termine relativismo, a cui le alte sfere vaticane tentano di affibbiare un’accezione dispregiativa nell’uso comune (assieme d’altronde a laicismo), attentando in tal modo al linguaggio, su cui si fonda la nostra intera esistenza (giacché “noi dimoriamo nel linguaggio”), indica invece quella prerogativa indispensabile del vivere in comunità: il rispetto per la diversità.

Ed è proprio a tutela del rispetto per la diversità - nel dettaglio, le differenze di identità, orientamenti, comportamenti e scelte sessuali - che si costituisce ExO - Comitato Etero pro Omo.

ExO è una libera associazione di individui eterosessuali, assolutamente a-gerarchica ed egualitaria, che si propone di sostenere la causa della battaglia per la parità dei diritti dei cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

Obiettivo di ExO è portare a pubbliche manifestazioni, quali ad esempio il Gay Pride, una rappresentanza di eterosessuali che si schieri apertamente, con decisione ed in piena trasparenza, a fianco dei compagni della comunità GLBT, troppo spesso lasciati finora soli nella lotta per la sacrosanta uguaglianza tutt’ora calpestata, rifiutata, umiliata, in una società clericale, sessista, razzista, intollerante o falsamente tollerante.

Chi aderisce ad ExO è fermamente convinto del fatto che dimostrare che una larga fetta di eterosessuali non si vergogna di sfilare per le città insieme ai propri concittadini gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer, senza il timore di veder intaccate virilità e femminilità - quasi come se avere gusti erotici condivisi dalla maggioranza fosse motivo di vanto - aumenti il peso delle richieste per i pari diritti reclamati dalla comunità GLBT.

ExO si fonda dunque sui valori della libertà di coscienza e di scelta, solidarietà, laicità. Si tratta di un comitato antirazzista, antitotalitario, antifascista e libertario, nonché ecologista e pacifista, ma di un pacifismo combattivo ed agguerrito, per nulla passivo, tanto meno acritico.

È perfettamente aperto a qualsiasi tipo di collaborazione da parte di chiunque ne condivida i principii alla base, senza limiti di età e per sostenerlo può essere sufficiente presenziare a pubblici eventi.
Non esistono tessere né quote associative. Il comitato non gestisce denaro e si serve del metodo della colletta e dell’offerta nel caso in cui dovessero essere affrontate spese per il materiale comunicativo (striscioni, manifesti, cartelli, etc.).
Ciascuno gode dello stesso peso in ambito decisionale, senza alcuna priorità di anzianità o posizione all’interno del comitato. Anche l’ultimo arrivato ha la medesima rilevanza e merita di essere ascoltato al pari di un socio fondatore. Ogni proposta viene vagliata dalla collettività dei partecipanti alle riunioni organizzative. Le deliberazioni necessitano dell’unanime soddisfazione. La censura è ripudiata, il dissenso considerato nobile ed imprescindibile.

ExO si appoggia al Circolo Mario Mieli, del quale condivide gli ideali, ed è pronto a legami di cooperazione con qualsiasi altra entità associativa che abbia fondamenta ideologiche affini al comitato.

ExO sostiene l’introduzione dei Pacs nell’ordinamento giuridico italiano e l?estensione del diritto di contrarre matrimonio alle persone dello stesso sesso, con gli stessi effetti previsti dall?ordinamento per il matrimonio fra persone di sesso diverso.

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24 ottobre 2008

mi iscrivo a liquida

e con questo terminiamo lo sciopero.
Se vi interessa domani pomeriggio sono a Grosseto al Linux Day

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13 settembre 2008

CHIUSO PER SCIOPERO

Chiuso per sciopero. Parte la protesta dei blogger italiani

L'indignazione per la condanna di Carlo Ruta per stampa clandestina
dilaga sempre più sul web, con risvolti che vanno facendosi clamorosi.
Su iniziativa di alcuni blogger è partito uno sciopero in rete, da cui
potrebbe uscire un evento di portata notevolissima, unico in Italia e
in tutto l'Occidente. Hanno già aderito un discreto numero di siti.
Giungono notizie che l'adesione potrebbe farsi imponente. I blogger che
hanno promosso la protesta hanno espresso con determinazione che
intendono resistere alla morsa oscurantista che va stringendosi sul
paese, reclamando la piena libertà d'informazione e di espressione,
garantita dall'articolo 21 della Costituzione.
Ecco alcuni link pervenutici dei blogger in sciopero:

http://sergioberto.blog.tiscali.it//sciopero_1925650.shtml
http://marcopetrulli.blog.tiscali.it//CHIUSO_PER_SCIOPERO_1926017.
shtml
http://julien.blog.tiscali.it//SCIOPERO_1925628.shtml
http://procopio.blog.tiscali.it//Condannato_Carlo_Ruta_1925145.shtml

I blogger che aderiscono alla mobilitazione sono pregati di darcene
comunicazione con urgenza. Degli sviluppi della protesta verrà dato
conto con ulteriori comunicati.

Giovanna Corradini; Paolo Fior; Nello Lo Monaco; Vincenzo Gerace;
Carlo Gubitosa; Carla Cau; Serena Minicuci; Teodoro Crescione; Angelo
Genovese; Giuseppe Virzì; Luisa La Terra; Andrea Mangano.

Si prega di pubblicare e diffondere. Grazie
da Da: accadeinsicilia@tiscali.it

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14 agosto 2008

Pirate Bay ed il Partito Pirata

Riporto le considerazioni del nostro segretario Alessandro Bottoni
l'originale e' pubblicato su

http://www.partito-pirata.it/?q=node/362

Hanno oscurato ThePirateBay.org

La notizia è apparsa su Punto Informatico il 10 Agosto 2008 e, dopo i soliti due giorni di assoluto disinteresse, è finalmente rimbalzata su tutte le testate nazionali nella giornata del 12 Agosto: il Giudice Giancarlo Mancusi di Bergamo ha ordinato l'oscuramento del sito web di ThePirateBay.org (ovviamente solo per gli utenti italiani, visto che TPB risiede all'estero e non può essere oscurato alla sorgente su mandato di un giudice italiano). Potete leggere le notizie originali a questi link:
Punto Informatico
Il Corriere
La Stampa
L'Unità
La Repubblica
Potete anche leggere il trionfale annuncio di FIMI (la Federazione Italiana dei Musicisti e degli Interpreti) a questo indirizzo:
http://www.fimi.it/dett_comunicatistampa.php?id=112
Per chi non lo sapesse, ThePirateBay.org è il più grosso “tracker” di file .torrent del pianeta. In buona sostanza, svolge le stesse funzioni di Google ma limita le sue funzioni ai file .torrent usati dal sistema BitTorrent per distribuire file attraverso Internet. BitTorrent, a sua volta, è un sistema che viene largamente utilizzato anche (ma non solo) per scambiare (abusivamente) film e brani musicali coperti da diritto d'autore.
L'oscuramento di ThePirateBay.org è solo l'ultimo passo di una sequenza di azioni che è iniziata nel 2007 e si protratta per diversi mesi, passando anche attraverso l'oscuramento di Colombo-BT.
Ovviamente, l'oscuramento di ThePirateBay.org ci ha colpito in modo particolare. Come probabilmente sapete, Il Partito Pirata Italiano è il ramo nazionale di quel più vasto movimento dei Partiti Pirata europei che ha avuto inizio dall'azione del PiratByran svedese. Il PiratByran svedese è anche l'associazione che ha poi dato vita (tra le altre cose ed in maniera indiretta) a ThePirateBay.org. Ci sentiamo quindi parte in causa in questa storia ed abbiamo subito offerto il nostro aiuto alla “casa madre” svedese. Da alcuni giorni siamo in stretto contatto con Peter Sunde di ThePirateBay e stiamo seguendo da vicino tutta la questione.
Ecco qui di seguito un primo aggiornamento
Il decreto di sequestro preventivo di Mancusi
Per alcuni giorni, il documento ufficiale con cui il giudice Giancarlo Mancusi ha disposto l'oscuramento di TPB è stato introvabile. Era stato consegnato solo agli ISP interessati e non era stato divulgato per cui era difficile capire cosa fosse realmente successo. Alla fine, una parte del documento è saltata fuori grazie ad Alessandro Longo di Repubblica. Da questo documento si capiscono diverse cose importanti.
1)Non c'è una causa per violazione del copyright ai danni di TPB che riguardi questo caso. Il procedimento era iniziato contro Colombo-BT ed ha coinvolto TPB solo con questa azione di oscuramento.
2)Il documento è stato inoltrato solo agli ISP e solo gli ISP hanno degli obblighi nei confronti del suo contenuto. Gli utenti restano liberi di fare ciò che vogliono (e vorrei anche vedere!).
3)Giancarlo Mancusi pretende di bloccare sia gli IP che i SLD name relativi a questo sito, presenti e futuri, ed in questo modo crea una situazione tecnicamente assurda che con ogni probabilità invalida l'intero documento.
La causa ai danni di ThePirateBay.org per violazione del copyright
Molte testate giornalistiche hanno confuso questo procedimento giudiziario (Operazione Colombo) con altri procedimenti precedenti che hanno coinvolto TPB o siti simili. Di conseguenza, hanno parlato (a vanvera) di quattro persone di nazionalità svedese coinvolte nelle indagini, di server risiedenti nella Repubblica Ceca e via dicendo. Sono tutte cazzate (si, proprio “cazzate”).
Peter Sunde in persona mi ha confermato di non aver mai ricevuto nessuna notizia di un procedimento a carico degli amministratori di TPB da parte della magistratura italiana. Oltretutto gli amministratori del sito sono tre e non sono nemmeno tutti svedesi. I server, poi, non sono in Repubblica Ceca.
In questo specifico caso, TPB è stato coinvolto solo con questo decreto di oscuramento. In altri casi precedenti, altre autorità giudiziarie di altri paesi hanno notificato a TPB una citazione in giudizio per violazione del copyright. Queste procedure giudiziarie sono ancora in corso. L'elenco delle aziende che ha fatto causa a TPB è reperibile in italiano su Wikipedia ed in inglese sul sito di TPB (“Legal threats”).
I nostri contatti con ThePirateBay
Siamo in contatto con Peter Sunde da diversi giorni e stiamo cercando di fornire tutta l'assistenza possibile. Oltre a me, stanno seguendo la situazione, a vario titolo e secondo vari punti di vista, Athos Gualazzi (presidente dell'associazione), Luca Neri (Giornalista residente a New York che sta scrivendo un libro su queste realtà), un avvocato ed alcune altre persone. Al rientro dalle ferie speriamo di riuscire a coinvolgere alcuni altre persone che seguono da tempo queste questioni, tra cui un paio di avvocati.
Come reagiremo
Come prima cosa, è nostra intenzione far rappresentare TPB da un avvocato italiano che possa adeguatamente difendere gli interessi di TPB sul nostro territorio.
Una delle prime azioni consisterà probabilmente nel contestare il decreto di sequestro preventivo in quanto azione immotivata, discriminatoria e dannosa. Naturalmente, dovrà essere l'avvocato a decidere l'azione da intraprendere e quindi al momento non possiamo fornire altri dettagli.
Oltre questo, è nostra intenzione ricorrere contro gli ISP che hanno messo in atto il blocco e contro il decreto di oscuramento come clienti delle TelCo. Noi tutti, ovviamente, paghiamo un canone per ottenere accesso a Internet e questo blocco produce una limitazione che non era inizialmente prevista nel contratto (un danno). Abbiamo quindi intenzione di chiedere conto di questo danno a chi lo ha prodotto.
Infine, stiamo studiando altre iniziative di protesta. Ne riparleremo quando saranno stati decisi i dettagli.
Come si scavalcano i blocchi imposti dagli ISP
Nel frattempo, sappiate che è vostro pieno diritto scavalcare i blocchi imposti da Giancarlo Mancusi e messi in atto dagli ISP. Il decreto riguarda gli ISP, non voi utenti. Non solo: potete anche liberamente diffondere questa informazione senza timore che vi accusino di istigazione a delinquere.
Usare BitTorrent non è un reato. Nemmeno scavalcare i blocchi degli ISP è un reato. Come cittadini e come utenti avete tutto il diritto di fare uso degli strumenti di cui disponete e per cui pagate un canone.
Ciò che è reato (e ciò che vi consigliamo caldamente di evitare) è l'uso di un qualunque mezzo (Internet od un CD) per scambiare materiale coperto da diritto d'autore.
Stiamo lottando per ottenere il riconoscimento del vostro e nostro diritto a scambiare liberamente questo tipo di materiali ma, finché le leggi non verranno adeguate al XXI secolo, nessuno di noi potrà mai essere così irresponsabile da consigliarvi di violare le leggi esistenti.
Il tipo di blocchi imposto da Mancusi e messo in atto dagli ISP è di due tipi: una redirezione dei DNS ed un filtro sui router (firewall).
Nel primo caso, il traffico diretto verso ThePirateBay.org viene rediretto verso una pagina che contiene un messaggio della Guardia di Finanza (o verso il vostro stesso PC, o verso il nulla. Dipende dall'ISP). Per scavalcare questo (banale) tipo di blocco basta (banalmente) usare dei server DNS che non siano sotto il controllo degli ISP italiani. Praticamente tutti gli utenti “avanzati” che conosco usano ormai da tempo i DNS di OpenDNS proprio per questo motivo. Trovate le (semplicissime) istruzioni su come usare OpenDNS sul loro sito ufficiale (http://www.opendns.com/). Usare servizi di rete (DNS e posta elettronica) diversi da quelli forniti dal proprio provider è una buona abitudine in senso generale perché vi svincola dall'ISP corrente e rende più semplice cambiare ISP quando le condizioni lo rendono opportuno (tariffe più allettanti altrove, problemi tecnici con l'ISP corrente, etc.).
I DNS di OpenDNS sono i seguenti:
208.67.222.222
208.67.220.220
Il secondo tipo di blocco è più drastico. Tutti i pacchetti di dati diretti da e verso TPB vengono bloccati dai router che dovrebbero attraversare. In questo caso, è necessario usare un proxy (vedi anche Wikipedia USA: Proxy server) che vi permetta di attraversare la barriera degli ISP italiani senza essere visti e di riemergere sull'altro lato. I proxy server sono gli stessi strumenti (“anonimaizer”) usati per la navigazione anonima sul web. Potete trovare un elenco di proxy server più o meno gratuiti a questi indirizzi:
http://www.publicproxyservers.com/
http://www.publicproxyservers.com/page1.html
http://tools.rosinstrument.com/proxy/
http://www.echolink.org/proxylist.jsp?
http://www.notrace.it/proxy-list.asp
http://www.freshproxy.org/
http://www.thefreecountry.com/security/anonymous.shtml
Qui c'è una guida sul tema “Anonymous surfing” che può tornarvi utile.
Questi sono alcuni proxy server abbastanza famosi:
http://www.pagewash.com/
http://www.anonymizer.com/
Il PartitByran svedese, tra l'altro, sponsorizza l'uso di Relakks.
Va però detto che la quasi totalità degli utenti “smaliziati” ormai usa TOR a questo scopo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tor_(software_di_anonimato)
https://www.torproject.org/
Un modo semplice ed efficace di usare TOR consiste nell'usare OperaTOR:
http://archetwist.com/en/opera/operator
Come aiutarci
Iscrivetevi alla nostra associazione. Spargete la voce. Datevi da fare. Pubblicate articoli sul vostro blog. Fate qualunque cosa utile per spargere l'informazione e per rendere consapevole la popolazione di ciò che succede su Internet.
Questo è anche il vostro orticello. Se non lo curate voi, non lo farà qualcun altro per voi.
Alessandro Bottoni
alessandro.bottoni@infinito.it
Segretario dell'Associazione “Partito Pirata Italiano”



14 agosto 2008

Il caso dell’oscuramento di ThePiratebay.org ha ovviamente sollevato una accesa discussione. Ho provato a chiedere in giro cosa ne pensano alcuni avvocati che conosco e riporto qui di seguito alcune delle opinioni che ho raccolto (per come le ho capite, almeno). Ovviamente, si tratta solo di opinioni “da bar” ma credo che sarebbe interessante discuterne a fondo. Potete sfruttare il meccanismo dei “commenti” per dire la vostra.
Un punto fermo

Prima di procedere oltre è meglio chiarire un punto: ciò che fa ThePiratebay è perfettamente legale nel suo paese. Il Pirat Partiet svedese, che gestisce il sito, opera nel più assoluto rispetto delle leggi svedesi.

Non solo: chi scambia file usando BitTorrent in Italia, compie una azione assolutamente legale. Usare BitTorrent non è un reato.

Si incorre in un reato solo quando si scambia (con qualunque mezzo, dal CD a eMule) un file coperto da diritto d’autore. In questo caso, chi mette a disposizione il materiale commette un reato penale (da galera) e chi lo riceve un reato civile o “amministrativo” (da multa).
Il blocco del sito

Su questo punto, sembra che ci sia una sostanziale unanimità di opinioni: il giudice ha il diritto ed il dovere di imporre un blocco per impedire che venga messo in atto (o reiterato) un reato come la violazione del diritto d’autore. Può farlo anche senza la denuncia di una parte lesa perché in questo caso la parte lesa è lo Stato che egli stesso rappresenta (per via dei mancati introiti fiscali).

Tuttavia, questo blocco deve essere adeguatamente giustificato perché va a violare il diritto di una persona appartenente alla comunità europea (gli amministratori di ThePirateBay) di operare sull’intero territorio della comunità e di esprimere le sue opinioni attraverso la Rete. Questo diritto è sancito da una lunga serie di direttive, trattati e leggi europee e non può essere ignorato facilmente. Secondo alcuni, ThePirateBay potrebbe e dovrebbe ricorrere contro questo blocco per salvaguardare i suoi interessi e per difendersi da una discriminazione.

Come Partito Pirata italiano, ci stiamo adoperando per seguire questa linea di contrattacco. Nei prossimi giorni chiederemo ai gestori di TPB di far avere una delega ad un nostro avvocato di fiducia, in modo che possa rappresentarli adeguatamente sul territorio italiano.

Non solo: anche i clienti dei vari ISP che hanno messo in atto il blocco potrebbero e forse dovrebbero chiedere spiegazioni su questo punto. Finora, infatti, nessuno è riuscito a mostrare un mandato del giudice che imponga agli ISP di agire in questo senso. In assenza di un mandato, il blocco degli accessi è una procedura lesiva dei diritti contrattuali degli utenti (paganti!).

I miei “consulenti” mi hanno consigliato di fare riferimento alle associazioni di consumatori per questo genere di azioni perché esse hanno un canale privilegiato per parlare con le TelCo.

Come Partito Pirata italiano, nei prossimi giorni cercheremo di avviare una causa pilota su questo tema.
Chi è veramente sotto indagine?

Resta da capire chi sia veramente sotto indagine. Fino a questo momento, nessuno degli amministratori di ThePirateBay ha ricevuto nessuna notifica e quindi, per quello che ne possono sapere, nessuno di loro è indagato.

Anche se lo fosse, la situazione sfiorerebbe comunque il ridicolo: in Svezia ciò che fa ThePirateBay è già stato definito legale da diverso tempo.

Tra l’altro, la stampa parla di quattro persone svedesi indagate per questa indagine ma i gestori del sito sono tre e non sono nemmeno tutti svedesi. Viene da chiedersi chi siano realmente gli indagati.

[Per la cronaca, il server di ThePiratebay non si trova in Svezia e non può essere messo sotto chiave con facilità.]
Le contromisure di TPB e degli utenti

A quanto pare, le contromisure messe in atto da TPB per tornare ad essere visibile agli italiani sono del tutto legittime. Dato che TPB opera dal territorio svedese (non è vero, ma facciamo finta che lo sia), deve rispondere solo alle leggi svedesi. In base a tali leggi, sia la pubblicazione degli elenchi dei file .torrent che ogni altra azione tecnica necessaria alla loro pubblicazione sono del tutto legittime. Di conseguenza, sembra che ThePirateBay possa tranquillamente cambiare IP, cambiare nome e mettere in atto tutte le contromisure che vuole senza per questo potere essere accusata di “resistenza ad una azione del giudice”.

Non solo: nemmeno gli utenti italiani possono essere accusati di alcun crimine se mettono in atto delle contromisure per aggirare questo blocco, come l’uso di un proxy. Il mandato, infatti, non è diretto agli utenti ma ai provider. Per imporre all’intera popolazione di astenersi dal visitare un certo sito web è necessaria una legge approvata dal parlamento. Non basta un decreto di un giudice. Questo perché il diritto all’informazione ed al libero commercio è sancito a livello costituzionale in Italia.
La violazione del copyright

A quanto pare, non si possono accusare i gestori di ThePirateBay di violazione del copyright semplicemente perché non hanno mai commesso questo reato. ThePiratebay si limita ad elencare dei file che sono reperibili su altri server della rete. Non mette a disposizione nulla in modo diretto e quindi non viola nessun diritto d’autore.

I file .torrent che vengono elencati da ThePirateBay sono reperibili anche attraverso tutti gli altri motori di ricerca della Rete, sia italiani che stranieri. Ecco ad esempio cosa succede cercando il file “jumanji.torrent” con Google:

Ricerca di “jumanji.torrent” con Google

Come potete vedere, non c’è certamente bisogno di TPB per arrivare a questi file.

Se qualcuno viola il copyright, semmai, è chi mette a disposizione i file (e, in misura minore, chi li scarica). Questi reati sono effettivamente previsti dal codice italiano (Grazie Berlusconi, cosa faremmo senza di te…) e possono/devono essere perseguiti.

Vi prego di notare, tuttavia, che l’uso di BitTorrent per scambiarsi file, in sé, è tuttora (mese Quarto dell’era Berlusconiana IV) assolutamente legale e non può essere impedito. Ciò che è illegale è solo lo scambio di materiale coperto da copyright. Se ci scambiamo una distro di Linux (che è coperta da una licenza che permette questo tipo di distribuzione), non possiamo essere accusati di nessun reato.
Il reato di favoreggiamento

Secondo alcuni, i gestori di TPB potrebbero essere accusati di favoreggiamento o di concorso nel reato di violazione del diritto d’autore e di frode fiscale. A quanto pare, però, questa accusa sarebbe difficilissima da sostenere in tribunale. Come abbiamo già detto, TPB svolge una attività del tutto legale nel suo paese. Il fatto che questa attività possa essere sfruttata in Italia per violare una legge italiana non può certamente essere portata come motivazione per una accusa di favoreggiamento o simili. L’unica cosa che può fare un giudice è di imporre il blocco degli accessi. Non può pretendere che un privato cittadino od una azienda che opera all’estero si adegui alle nostre leggi locali.

Questa situazione è identica a quella che si è verificata nel caso delle partite di calcio viste di straforo attraverso Internet grazie ad un provider cinese. Si tratta anche della stessa identica situazione che si è verificata con il blocco dei casinò online. In nessuno di questi casi i gestori dei servizi originali (cinesi o americani che fossero) sono stati accusati di favoreggiamento o di altri reati. Loro hanno agito nel pieno rispetto delle loro leggi nazionali e questo è quanto deve bastare ad un giudice italiano.
Conclusioni

Come dicevo, queste sono solo alcune opinioni che ho raccolto da amici e conoscenti più competenti di me in materia legale. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli avvocati che leggono questo articolo.

In ogni caso, nei prossimi giorni speriamo di poter far partire una azione legale “dal basso”, dagli utenti contro gli ISP (se non dimostreranno di avere agito su mandato di un giudice), ed una azione legale “dall’alto”, da ThePiratebay contro gli ISP ed il mandato del giudice.

Vi terremo aggiornati.

Alessandro Bottoni


Agosto 13, 2008
Col favore delle ferie

La notizia è apparsa su Punto Informatico tre giorni fa e, dopo i soliti due giorni di delay, è finalmente rimbalzata su tutte le testate nazionali nella giornata di ieri: il Giudice Giancarlo Mancusi di Bergamo ha ordinato l’oscuramento del sito web di ThePirateBay.org. Potete leggere le notizie originali a questi link:

Punto Informatico

Il Corriere

La Stampa

L’Unità

Questa azione legale presenta molti punti oscuri. Li analizzo qui di seguito.
Non c’è riscontro legale

Come probabilmente sapete, sono il segretario del Partito Pirata italiano, cioè il ramo nazionale del Pirat Partiet svedese che gestisce ThePirateBay. Nei giorni scorsi ho chiesto al mio omologo svedese, Peter Sunde, cosa sapevano di questa faccenda e – sorpresa! - ho scoperto che loro non ne sapevano assolutamente nulla.

Non è mai arrivata loro nessuna notizia ufficiale di una indagine a loro carico. Non è arrivata loro nessuna richiesta di risarcimento danni e nessuna denuncia.

Hanno scoperto che stava succedendo qualcosa solo perché qualche utente si è lamentato della impossibilità di raggiungere il sito. Dopo qualche indagine, hanno saputo che alcuni (non tutti) i provider italiani stavano bloccando il traffico diretto al loro sito usando i loro DNS. Per quello che se ne sa, questi provider (Fastweb e Telecom in cima alla lista) hanno ricevuto un semplice fax (forse da parte della magistratura e forse no) che chiedeva loro di mettere in atto questo blocco. Un fax con scritto “riservato” in cima al foglio. Nessuna ordinanza ufficiale.

A tutt’oggi, nessuno è ancora stato in grado di produrre una copia dell’ordinanza con cui un qualunque giudice possa avere ordinato l’oscuramento di questo sito.

Detto in altri termini, fino a questo momento ci risulta che l’oscuramento del sito di ThePirateBay sia avvenuto in maniera del tutto illegale, senza una reale ordinanza di un giudice e senza tenere nel dovuto conto i diritti dei clienti ed i diritti dei gestori di ThePirateBay.

Se qualcuno è in grado di smentirci, fornendo una copia dell’ordinanza, lo faccia.
Non c’è riscontro tecnico

Per fortuna, sembra che non tutti i provider si siano lasciato convincere ad oscurare il sito di ThePirateBay senza le necessarie basi legali. Dalla mia stazione personale (Wind/Infostrada e OpenDNS) continuo a vedere sia ThePirateBay.org che LaBaia.org. Lo stesso avviene ad altri nostri collaboratori su altre connessioni.
Una questione di giurisdizione

Secondo Peter Sunde, esiste anche un problema di giurisdizione. La pubblicazione dei link ai file .torrent è del tutto legale in Svezia, dove risiedono i gestori di ThePirateBay.org. Non si riesce quindi a capire come il Giudice Giancarlo Mancusi possa pretendere di perseguire in Svezia un reato che in Svezia non è tale partendo dal fatto che questo reato è stato commesso in Italia.

Il blocco del traffico da/verso ThePirateBay.org potrebbe anche essere legale (per prevenire un reato in Italia) ma di sicuro non ha senso tentare di perseguire i gestori del sito per un reato che non è tale sul loro territorio. Le notizie di una indagine a carico dei gestori svedesi del sito, riportate dalla stampa italiana, andrebbero quindi verificate.

Vi prego di notare che i gestori di ThePirateBay non potrebbero impedire agli italiani di vedere il loro sito nemmeno volendolo: la località di provenienza di una richiesta web può essere dedotta dalla lingua del browser, dall’indirizzo IP e da tecniche di geolocalizzazione. Tuttavia, tutte queste tecniche possono essere facilmente vanificate facendo uso di un proxy ed in molti altri modi.
Il reato di “collegamento”?

Non è nemmeno chiaro quale dovrebbe essere il reato di cui vengono accusati i gestori di ThePirateBay. La pubblicazione degli indirizzi dei file .torrent non è un reato in nessun paese del mondo, nemmeno nell’ormai fascistissima Italia.

Si può certamente ipotizzare un reato di favoreggiamento ma… favoreggiamento di cosa? Ciò che il Pirat Partiet svedese gestisce è un motore di ricerca, simile a quello di Google. I file “illegali” vengono indicizzati da uno strumento tecnico insieme a molti file del tutto legali. Vengono indicizzati perché esistono e perché il motore di ricerca fa (bene) il suo mestiere.
Tecnicismi 1: La redirezione dei DNS

Il modo in cui è stato attuato il blocco (solo da alcuni provider) ha fatto ridere molti osservatori tecnici. Questi provider hanno rimosso o modificato il record dei loro DNS che permetteva di associare il nome “thepiratebay.org” al suo indirizzo numerico. In alcuni casi, hanno rediretto la chiamata verso 127.0.0.1 (che è l’host locale del computer chiamante) o verso un sito della FPM (Federazione per la Protezione della Musica, un “ramo” di FIMI, la Federazione Italiana dei Musicisti) su cui appariva un messaggio della Guardia di Finanza. Cosa abbiano a che fare FPM e FIMI con la Guardia di Finanza e con questa storia lo lasciamo immaginare ai lettori.

In ogni caso, è bastato utilizzare dei DNS diversi da quelli gestiti da questi provider per scavalcare il blocco (io uso da sempre OpenDNS e non mi sono nemmeno accorto del problema).
Tecnicismi 2: Il blocco del traffico

Altri provider (Fastweb) hanno messo in atto una più efficace politica di blocco del traffico da/verso gli indirizzi IP di ThePIrateBay basata sull’uso dei loro router e firewall. Tuttavia, anche questa tecnica è facilissima da superare: basta usare un proxy che abbia un punto di uscita al di là della barriera (TOR e simili). Inoltre, ThePirateBay ha cambiato indirizzo IP ed ha creato un nuovo nome di dominio (LaBaia.org) per facilitare l’accesso agli utenti meno preparati.
Tecnicismi 3: BitTorrent e P2P

ThePirateBay è un tracker di fileBitTorrent. Ovvero: elenca un insieme di file .torrent ognuno dei quali, a sua volta, contiene le informazioni necessarie a scaricare il file desiderato. Il sistema BitTorrent, infatti, è semplicemente una versione “a cascata” del vecchissimo FTP (File Transfer Protocol).

Non si tratta quindi di una rete P2P come eDonkey2k (eMule) o Napster. Si tratta piuttosto di un motore di ricerca come Google.
Tecnicismi 4: Reti Cifrate

Francamente, questi tentativi di fermare il file sharing usando questi goffi mezzi tecnici è risibile. Esistono da anni reti che:

1.

Non fanno uso di server centralizzati di nessun tipo
2.

Mascherano gli indirizzi IP (e quindi l’identità) dei partecipanti
3.

Cifrano (e quindi nascondono) il traffico

Se FPM, FIMI, Guardia di Finanza e Magistratura, lavorando di comune accordo tra loro, con il pieno supporto dei provider (Telecom, Fastweb, etc.) non riescono a fermare un semplice traffico BitTorrent (che avviene in chiaro, sotto la luce del sole), come è possibile pensare che riescano a fermare reti come eDonkey2k, MUTE, ANTs e via dicendo?
Il futuro della Baia

Questo è esattamente quello che stanno pensando i gestori di ThePirateBay.org. Stanchi di essere perseguitati per quello che fanno, stanno organizzandosi in modo tale da far sparire server e traffico nell’underground della rete. Non si conoscono ancora i dettagli ma è facile immaginare che si tratterà dell’ennesima rete decentralizzata e cifrata, come MUTE.

A quel punto, la miopia dei nostri governanti avrà creato l’ennesimo mostro: una rete invisibile, irrintracciabile ed imperscrutabile che sarà usata sia dai ragazzini dediti al file sharing che dai narcotrafficanti.

Non c’è da rallegrarsi di questo.

Alessandro Bottoni

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03 agosto 2008

11 OTTOBRE 2008 - Liberta' non paura

Giornata Europea "Liberta', non paura
Aus Stoppt die Vorratsdatenspeicherung!
(Weitergeleitet von Freedom Not Fear 2008/Rome/Call)
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Giornata Europea "Liberta', non paura 2008 - fermiamo l'escalation della sorveglianza"

Un ampio movimento di persone ed associazione sta organizzando una manifestazione europea congiunta contro l'abuso dei mezzi di sorveglianza attuato da governi ed imprese.

L'11 ottobre 2008 le persone che sono preoccupate da questo abuso scenderanno in piazza in tutta Europa, al grido di "Liberta', non paura!" Azioni pacifiche e creative, manifestazioni e conferenze stampa avranno luogo in molte capitali europee.

L'ossessione della sorveglianza si sta diffondendo a macchia d'olio. Governi ed imprese registrano, sorvegliano e controllano i nostri comportamenti sempre piu' strettamente.

Non importa quello che facciamo, a chi telefoniamo e con chi parliamo, di chi siamo amici, quali sono i nostri interessi ed a quali associazioni partecipiamo - i "Grandi Fratelli" nei governi ed i "piccoli fratelli" nelle aziende conoscono tutto questo sempre piu' approfonditamente.

La risultante perdita di privacy e riservatezza sta mettendo a rischio la liberta' di parola, la liberta' di religione ed anche il semplice lavoro di medici, giornalisti, avvocati ed anche del volontariato.

I programmi di riforma della sicurezza prefigurano la convergenza di polizia, servizi segreti ed esercito, minacciano la separazione democratica dei poteri ed il loro reciproco equilibrio.

Con l'uso di mezzi di sorveglianza di massa, la cooperazione paneuropea di agenzie di intelligence ed autorita' di polizia ci sta portando verso la creazione di un "Fortezza Europa" che sara' utilizzata contro rifugiati politici e dissidenti, ma riguardera' da vicino anche attivisti politici, poveri ed emarginati, e perfino tifosi sportivi.

Coloro che si sentono costantemente spiati e sotto sorveglianza non possono manifestare liberamente per i loro diritti e per una societa' piu' giusta.
La sorveglianza di massa sta quindi minando il tessuto profondo di una societa' aperta e democratica.
La sorveglianza di massa sta anche mettendo a rischio il lavoro e la dedizione delle organizzazioni della societa' civile.

Sorveglianza, sfiducia e paura stanno gradualmente trasformando la nostra societa' in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che - in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza - sono pronti a cedere le loro liberta' civili.

Noi non vogliamo vivere in una tale societa'!

* Noi crediamo che il rispetto della privacy sia una parte importante della dignita' umana.
* Una societa' libera ed aperta non puoi esistere senza spazi di comunicazione totalmente liberi.

La crescente registrazione e sorveglianza elettronica di tutta la popolazione non ci rende affatto piu' protetti dalla criminalita', ma ci costa milioni di euro di denaro pubblico e minaccia la privacy dei cittadini onesti.

In un regno della paura e di iniziative di "sicurezza" cieche ed improvvide, le classiche, "umane" ed efficaci misure di sicurezza vengono messe da parte, proprio come la necessita' di risolvere i problemi della gente comune quali disoccupazione e miseria.

Per protestare contro la minaccia delle misure di sicurezza e contro l'abuso della sorveglianza, noi scenderemo pacificamente in piazza nelle capitali di tutta Europa l'11 ottobre 2008.

Invitiamo tutti a partecipare a questa pacifica protesta. E' necessario che tutta la classe politica si accorga che esistono ancora persone disposte a scendere in piazza per la difesa dei propri diritti civili.

Potrete trovare informazioni aggiornate sulle manifestazioni e le citta' in cui si svolgeranno qui: Freedom Not Fear 2008


Le richieste principali sono:

1. Diminuzione della sorveglianza indiscriminata

* abolizione della registrazione a tappeto delle comunicazioni telefoniche e telematiche (data retention)
* abolizione della memorizzazione indiscriminata di dati biometrici e dei passaporti RFID
* abolizione della registrazione indiscriminata di dati genetici
* abolizione delle registrazioni audiovisive permanenti e di inumani sistemi automatici di riconoscimento e reazione.
* riduzione dei fondi di ricerca per soluzioni di sorveglianza indiscriminata
* abolizione della registrazione obbligatoria dei dati dei passeggeri (PNR)
* nessuno scambio indiscriminato di dati sulla popolazione e gli individui con paesi che non applicano gli standard europei di protezione dei dati e della privacy
* divieto di infiltrazione e perquisizione occulta di sistemi informatici e telematici
* nessun filtraggio e sorveglianza delle normali comunicazioni Internet (EU Telecompor-Package)

2. Valutazione delle esistenti iniziative di sorveglianza

* Chiediamo una verifica indipendente delle attuali forma di sorveglianza con una analisi della loro efficacia, degli effetti collaterali e del rapporto costi/benefici.

3. L'istituzione di una moratoria all'introduzione di nuove forme di sorveglianza.

* Dopo le recenti iniziative di controllo della popolazione, chiediamo uno stop immediato di nuove iniziative che per qualsiasi motivo tendano a comprimere ulteriormente liberta' civili e diritti costituzionali.

4. Garantire liberta' di comunicazione, informazione ed espressione in Rete (Art.12)

* Divieto di installazione di filtri e profilazioni da parte degli ISP.
* Solo la magistratura potra' ordinare, su basi singole e non generalizzate la rimozione di contenuti criminali dalle parti nazionali della Rete.
* Creare un diritto di citazione e "fair use" che protegga la libera circolazione di contenuti multimediali in Rete.
* Protezione legale per le comunità' di espressione e partecipazione in Rete quali siti collaborativi, wiki, forum e blog, minacciati oggi da una legislazione inadeguato che incoraggia e permette azioni minatorie e di autocensura (chilling effect)



Aderiscono a "Liberta', non paura 2008"

* Progetto Winston Smith
* Partito Pirata italiano
* Collettivo Libero Sapere
* ush.it - a beautiful place
* Free Hardware Foundation
* PopoloBue.tv
* telematicsfreedom.org
* Computerlaw 2.0 - Informatica e Diritto
* Sportello Liberius - Portale di consulenza giuridica
* Ne(x)t Left - la Sinistra nella Società dell'Informazione

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